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Alexander Langer, 20 anni dopo l’Europa deve rinascere ad Atene e al Brennero

Alexander LangerVent’anni fa Alexander Langer, parlamentare europeo dei Verdi, scelse di porre fine alla sua vita sulle colline di Firenze. Gli innumerevoli scritti lasciati dal fondatore della Neue Linke/Nuova Sinistra – da cui germogliarono i Verdi-Grüne-Vërc e le prime Liste verdi in Italia – rappresentano a tutt’oggi una lezione politica preziosa per molte e molti di noi, non solo in Sudtirolo.

Rileggere Alexander Langer ci permette di ricordare da dove veniamo, i principi fondamentali su cui si fonda il nostro movimento.
Ricordare che i Verdi del Sudtirolo sono innanzitutto inter-etnici: per aprire quelle “gabbie” anche mentali che ancora imprigionano la politica e la società sudtirolese in gruppi linguistici serve il nostro impegno quotidiano – e la fatica – alla convivenza, al plurilinguismo, all’interculturalità.
Ricordare che la politica non è finalizzata unicamente né all’esercizio del potere in sé, né a sterili esercizi di stile: all’interrogativo tra lotta e governo, noi rispondiamo stando dalla parte delle persone e dell’ambiente, di chi non ha voce e diritti, anziché da quella del “sistema dei partiti”.
Ricordare che prima di “agire localmente” occorre “pensare globalmente”, alzare lo sguardo oltre i nostri confini regionali: non c’è questione politica che sia sconnessa dal resto del mondo.

Il nostro continente è difronte a scelte cruciali. “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo” denunciò Alexander Langer allo scoppio della guerra in Bosnia, proponendone l’ingresso nell’Unione Europea. 20 anni dopo l’Europa muore o rinasce ad Atene, al centro di uno scontro senza precedenti tra le istituzioni finanziarie internazionali e un paese messo in ginocchio dalle misure di austerità, minacciato con l’uscita dall’euro. L’Europa muore o rinasce al Brennero, dove alla libera circolazione delle merci non corrisponde quella di chi fugge da conflitti, povertà e crisi ambientali. Il Mediterraneo, stretto tra crisi del debito e flussi migratori globali, è il simbolo di un’Europa debole, che rinuncia alla sua missione originale.

A noi resta la responsabilità di resistere alle sirene del “non ci sono alternative”, ai politicismi, a governi sempre più distanti dai rappresentati, con milioni di elettrici ed elettori allontanati dalle urne. Continuare la giusta opera di Langer significa restituire fiducia alla politica, come luogo nel quale si immagina e democraticamente si costruisce un mondo – e quindi un’Europa – migliore.

I/le Verdi dell’Alto Adige/Südtirol
Testo di Valentino Liberto

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Vent’anni fa moriva Alexander Langer; a fine luglio saranno 30 anni dalla morte improvvisa di Andreina Emeri. Noi Verdi Grüne Verc li vogliamo ricordare, iniziando domani mattina con la distribuzione dei pensieri langeriani in Piazza Stazione. A fine mese racconteremo, nel quartiere Casanova, chi era Andreina Emeri.

 

Le proposte dei Verdi sulla nuova legge sulla disabilità

Disabili: un lavoro regolare, un reddito di base, scuole inclusive (private comprese) e treni accessibili, a cominciare dalla “barriera” di Fortezza.inklusion

Le proposte dei Verdi sulla nuova legge sulla disabilità, in aula questa settimana.

Verrà discussa questa settimana in Consiglio provinciale la nuova legge sulla disabilità. I Verdi, dopo aver ottenuto significativi miglioramenti in Commissione Legislativa, hanno preparato per il trattazione in aula proposte per garantire ancora più inclusione e pari opportunità alle persone disabili:

  1. Un lavoro regolare: la persona disabile ha diritto a un normale posto di lavoro. Oggi sono ancora troppe le persone che, pur in grado di lavorare, rimangono in un “laboratorio protetto”, che non garantisce una retribuzione dignitosa né contributi pensionistici. Per questo i Verdi propongono di incentivare le imprese all’assunzione delle persone disabili, garantendo ad esse contributi per compensare l’eventuale ridotta produttività e finanziare un tutoraggio interno di sostegno.
  2. Un “reddito di base” per chi lavora nei “Laboratori protetti”: oggi è prevista una mancia di 180 euro al mese. I Verdi propongono che alle persone disabili sia garantito una retribuzione minima pari al “minimo vitale provinciale” per singola persona: circa 600 € al mese.
  3. Scuole inclusive, anche le private: ogni scuola deve offrire un percorso scolastico inclusivo alle persone disabili. La situazione non è soddisfacente soprattutto in molte scuole private paritarie e riconosciute, che di fatto scoraggiano l’iscrizione di persone disabili. Se una scuola è parificata e riceve finanziamenti pubblici, deve accogliere persone disabili quanto le scuole pubbliche.
  4. Trasporti, anche il treno deve essere accessibile. Muoversi è un diritto fondamentale, ma per le persone disabili diventa un’impresa. I trasporti pubblici devono adottare tutte le tecniche disponibili. Una barriera invalicabile è costituita dalla linea ferroviaria del Brennero. Stazioni e treni devono essere accessibili: questo va fissato nel contratto di servizio tra Provincia e Trenitalia. Emergenza assoluta: la stazione di scambio di Fortezza, che non ha neanche un ascensore per arrivare ai binari.

Le proposte dei Verdi sono illustrate nella relazione di minoranza del consigliere Riccardo Dello Sbarba, membro della 4a Commissione Legislativa, e verranno proposte in aula attraverso numerosi emendamenti e due ordini del giorno.

Consiglieri provinciali
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

BZ, 01.07.2015

La relazione del consigliere Riccardo Dello Sbarba

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Perfino il Papa chiede una conversione ecologica

EnciclicaVerdePrecetti verdi.
Perfino il Papa chiede una conversione ecologica.

Papa Francesco seguendo con coerenza le orme del suo patrono, Francesco d’Assisi, rivolge nella sua enciclica dedicata all’ambiente un invito urgente al mondo per rinnovare il “dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta”.

Degno di nota è che tale Enciclica sia stata presentata il 19 giugno a Roma da Hans Joachim Schellnhuber, il direttore dell’Istituto per la ricerca sulle conseguenze climatiche di Potdsam. (Potsdamer Instituts für Klimafolgeforschung). Secondo Schellnhuber questo documento dimostra come fede e ragione, morale e scienza non siano in contraddizione, anzi, “solo insieme possono rendere giustizia alla complessità del creato”.

Questo Papa, non a caso sudamericano, collega all’aspetto ecologico anche quello sociopolitico. Dopo aver criticato fortemente l’economia neoliberale (“Questa economia uccide”), afferma con chiarezza che non è la crescita della popolazione mondiale a essere causa del cambiamento climatico, cosa che Schellnhuber sottolinea e conferma anche dal suo punto di vista: “Non sono le masse dei più poveri che cambiano il clima, ma il consumo dei pochi ricchi”.
Ma i più poveri sono quelli che sentono con maggiore violenza le conseguenze del cambiamento climatico. Papa Francesco parla di “debito ecologico”. Il riscaldamento globale, causato dall’enorme consumo di pochi Paesi ricchi, riversa le sue conseguenze sulle zone più povere della Terra, con gli effetti che conosciamo: siccità, fame, fuga. Ai lamenti della terra si uniscono i gemiti “degli abbandonati del mondo“.

Se siamo noi Verdi a esprimerci in modo così chiaro, veniamo tacciati di fondamentalismo ecosociale. Ora siamo in buona compagnia.

L’invito dell’enciclica ad agire con urgenza non deve ridursi a un mero appello spirituale, ma richiede dei passi concreti, soprattutto per ciò che riguarda le politiche climatiche. E il cattolico Alto Adige/Südtirol dovrebbe prendere sul serio questa enciclica, anche perché la nostra provincia, nonostante i tanti buoni propositi, non è così virtuosa come potrebbe invece essere, soprattutto per quanto riguarda le misure per la protezione del clima, il consumo idrico e di suolo, e l’inquinamento.
BZ, 19.06.2015
Brigitte Foppa, Giorgio Zanvettor
Sepp Kusstatscher
Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba

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Alexander Langer, 20 anni dopo l'Europa deve rinascere ad Atene e al Brennero

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