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Salvata la pace domenicale

Legge omnibus: la Giunta provinciale voleva autorizzare i cantieri rumorosi anche nei giorni festivi. Grazie a un emendamento dei Verdi il passo è stato eliminato!

Oggi si è riunita la 2 commissione legislativa del Consiglio provinciale per discutere la legge Omnibus n. 125/17. Tra gli articoli assegnati alla commissione, il n. 13 consentiva ai sindaci di estendere l’orario dei lavori rumorosi nei cantieri edili non solo nei giorni feriali, ma anche nei festivi. Le conseguenze sarebbero state gravi soprattutto per chi vive nei pressi dei cantieri.

E’ stato subito chiaro da chi veniva la proposta. Nel dibattito in Commissione, infatti il rappresentante dell’assessore Theiner ha affermato che con questa misura l’assessorato all’ambiente non c’entrava nulla, ma era farina del sacco dell’assessorato all’economia e del Presidente Kompatscher in persona.

Chi ha seguito la discussione in occasione dell’ultimo mortale incidente al cantiere della nuova cantina di Gries sa che le imprese edili premono in ogni modo per intensificare i ritmi e i tempi di lavoro e che questo lavorare senza sosta ha conseguenze gravissime anche sull’insicurezza e la pericolosità dei cantieri. Dunque non è solo la salute dei vicini che va tutelata, ma anche quella di chi lavora.

La pausa festiva almeno dei lavori rumorosi è un freno che non va eliminato.

Per questo, come rappresentante dei Verdi in commissione, ho presentato un emendamento di stralcio della norma “rovina-domenica”, che è stato approvato all’unanimità.

La quiete dei giorni festivi, almeno per ora, è salva.

Riccardo Dello Sbarba
Rappresentante dei Verdi nella 2. Commissione Legislativa del Consiglio provinciale.

Studio Kolipsi II: peggioramento delle conoscenze della seconda lingua

Studio Kolipsi II: il peggioramento delle conoscenze della seconda lingua tra gli/le studenti non è un incidente di percorso, ma un difetto del sistema Sudtirolo.
Le proposte verdi.

L’analisi approfondita realizzata da Kolipsi mostra un risultato tanto chiaro quanto amaro: le conoscenze della lingua tedesca da parte degli/lle studenti italiani/e sono peggiorate proprio come le conoscenze della lingua italiana tra i/le loro coetanei/e tedeschi/e.

Lo sprofondamento avvenuto negli ultimi anni, per cui il 20% delle persone di lingua tedesca ha una conoscenza a dir poco scarsa della seconda lingua, un buon 50% la destreggia in modo passabile e addirittura il 45% della popolazione di lingua italiana è a malapena in grado di parlare tedesco, è ben più di una perdita di competenze. Il drammatico peggioramento rispetto al 2007/08 indica serie debolezze delle politiche all’istruzione e dell’insegnamento linguistico e significa una sconfitta per l’autonomia. Perché le conoscenze linguistiche sono la base per la convivenza e per la costruzione di un futuro comune.

I risultati dello studio, comparati con quelli del 2007/08, non sono giustificabili, ma richiedono azioni avvedute e con una chiara visione degli obiettivi:

  1. è necessario un controllo sistematico della qualità dell’insegnamento, della formazione e dell’aggiornamento del personale insegnante, con conseguenti provvedimenti migliorativi. Alle scuole e agli/lle insegnanti della seconda lingua dev’essere più che mai chiaro che l’insegnamento linguistico è una qualifica basilare dell’Alto Adige e che loro ricoprono una grandissima responsabilità in questo senso. Il sistema CLIL può avere successo solo se viene preparato con attenzione, applicato in maniera metodica e se viene valutato regolarmente e non se viene inserito come convulso intervento estetico.
  2. È imprescindibile – come spiegato degli esperti e dalle esperte dell’EURAC – un cambio di atteggiamento da parte di genitori e famiglie: se la conoscenza della seconda lingua viene considerata come mera qualificazione per il mercato del lavoro e il successo professionale è troppo poco. La seconda lingua merita di essere vissuta con gioia, deve essere riconosciuta come valore e deve essere praticata.
  3. Da parte dei responsabili politici, soprattutto della maggioranza, questo allarme merita di essere affrontato con delle riflessioni profonde e sostanziali: politica, economia, provveditorati e scuole dovrebbero a breve fare una valutazione comune dell’analisi Kolipsi e sviluppare un catalogo di riforme efficaci con obiettivi e tempi ben definiti.
  4. Come campo d’azione molto importante, lo studio nomina le politiche sociali: famiglie socialmente deboli sono le più colpite dalla perdita del plurilinguismo – a queste famiglie bisognerebbe dare un sostegno particolare.
  5. Una richiesta storica dei Verdi riprende slancio alla luce dei risultati Kolipsi: l’opzione di una scuola plurilingue, almeno come tentativo e possibilità di scelta dovrebbe finalmente essere presa in seria considerazione.
  6. E se è vero che l’incontro, il conoscersi e le occasioni di contatto sono condizioni chiave per bi- e plurilinguisco, allora è ancor più necessario attuare al più presto la mozione verde approvata nel 2014 per la costruzione di edifici scolastici comuni.

L’allarme lanciato dallo studio, per cui dobbiamo ringraziare i ricercatori e le ricercatrici dell’EURAC, è forte e chiaro: in gioco non ci sono solo le competenze linguistiche, ma il futuro dell’autonomia e della convivenza.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Vaccini obbligatori: un gesto quanto meno precipitoso

In questi giorni in Alto Adige si discute sul provvedimento spropositato e sproporzionato del Governo che prevede 12 vaccini obbligatori con multe draconiane in caso di inadempimento. Noi Verdi sudtirolesi ci siamo sempre impegnati per la libertà di scelta informata e responsabile da parte dei genitori e seguiamo in questi giorni con preoccupazione e costernazione le notizie che giungono da Roma.

Insieme a genitori e medici indignati, ci ribelleremo con fermezza contro una tale imposizione. Il diritto all’istruzione non può essere contrapposto al diritto alla salute. E in nessun caso la salute dei nostri bambini e delle nostre bambine può essere strumentalizzata per giochi di potere politico.

Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba

Di seguito lo stato dell’arte in Parlamento, raccontato da Florian Kronbichler.

Con l’annuncio dell’intenzione di inasprire, allargare e dotare di drastiche sanzioni l’obbligo di vaccinazione, il Governo italiano ha diffuso il panico tra la popolazione. Già questo è stato irresponsabile. Il motivo scatenante resta a noi ignoto. Su un tema altamente infiammabile, così come su come il Governo intenda gestirlo non abbiamo notizie certe. Sappiamo solo che il governo ha emesso un decreto e sui contenuti sappiamo solo quello che il presidente Gentiloni e la Ministra della salute hanno detto in conferenza stampa.

Tutto il resto è speculazione mediatica. Nero su bianco il decreto fino a martedì di questa settimana non è ancora apparso, nemmeno in Parlamento. Questa situazione coincide proprio con quella modalità che il governo ha ereditato dal predecessore di Gentiloni e regista occulto Renzi: annunciare, provocare tafferugli e poi presentare i fatti a seconda della risonanza ottenuta.

Vaccini e obbligo di vaccinazione sono un tema così sensibile che il governo dovrebbe agire almeno basandosi su fatti scientifici e con dati sicuri alla mano. In questo caso concreto non sta succedendo. Una delegazione parlamentare ha partecipato martedì a un’audizione dell’agenzia farmaceutica statale Aifa con il suo presidente Vella e il direttore generale Melazzini. Questi hanno spiegato che al momento non sono in grado “per motivi tecnici” di fornire dati certi sui danni causati dai vaccini e sugli effetti collaterali e che questi saranno disponibili solo a partire da metà giugno.

La situazione è seria. Significa che, non solo il Parlamento, ma nemmeno il Governo e la sua Ministra della salute al momento della promulgazione del decreto sui vaccini avevano a disposizione informazioni sicure sulla situazione attuale. E così, non solo hanno agito in modo antidemocratico, ma anche incompetente, aumentando il numero dei vaccini obbligatori, limitando la libertà nella scelta dei rimedi farmaceutici e interferendo a gamba tesa nel diritto genitoriale.

La formulazione del decreto sui vaccini da parte del Governo al Parlamento è stato promesso per questo venerdì. Speriamo che la bufera di proteste scoppiata al solo annuncio abbia prodotto dei cambiamenti all’interno del provvedimento. Il resto lo dovrà fare il Parlamento.

Roma, 23. maggio 2017

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Questa settimana il Consiglio provinciale si occupa della legge elettorale SVP per le elezioni provinciali. Già in commissione legislativa noi Verdi abbiamo sottolineato le gravi mancanze del disegno di legge. Dopo un lungo, ma costruttivo lavoro, an[...]

DAI COMUNI

Appuntamenti

26/05/2017
27/05/2017
09/06/2017
  • 2. Alpenraumtagung

    ven, ore 00:00-23:59
    Propstei in St. Gerold (Biosphärenpark Gr. Walsertal in Vorarlberg)
10/06/2017
  • 2. Alpenraumtagung

    ven, ore 00:00-23:59
    Propstei in St. Gerold (Biosphärenpark Gr. Walsertal in Vorarlberg)